COCIV GIOCA SPORCO, IL TERZO VALICO SI PUÒ FERMARE!

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volantinopontedecimoCronache dalla Valpolcevera e nuovo appuntamento SABATO 11 APRILE, APPUNTAMENTO ALLE ORE 9.00 IN VIA CONI ZUGNA, PONTEDECIMO

Al veloce appello diffuso martedì 7 sera per mercoledì mattina, per impedire le opere di cantierizzazione del bypass di Pontedecimo, hanno risposto una ventina di notav che dalle 6.30 hanno presidiato l’area confinante con il terreno già difeso più volte dal movimento e mai espropriato, in via Coni Zugna. La mattina è trascorsa in una calma piatta, senza che si avvisassero movimenti di operai e mezzi per installare il cantiere. Così, per mezzogiorno, il presidio ha smontato. Ma COCIV, in questa grande partita a Risiko che è il Terzo Valico, gioca sporco, sporchissimo, ed è ormai evidente e risaputo a tutti: nel primo pomeriggio, manda due furgoni di operai (della S.C.A Genova spa, sede in piazza della Vittoria 11/a) a chiudere velocemente l’accesso all’area con barriere in cemento armato e recinzioni.

27-28 marzo, Isoverde è NOTAV. Blocco dei mezzi e giornata in paese

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11094202_411640052351195_2829317662674931254_nIl ritrovo previsto nella sede No tav di Isoverde, venerdì 27, si è trasformato in breve in un blocco dei mezzi diretti al cantiere del Terzo Valico di Cravasco per un’oretta. Data la presenza di un gruppone di no tav a Isoverde, dopo poco non più “visibile” da nessuna parte e sfuggito agli occhi spioni della polizia, la Questura e la DIGOS si sono dovuti premunire per  interrompere (in stretto contatto con COCIV e le ditte al lavoro) , per quanto possibile, il traffico dei mezzi da e verso il cantiere, strategia questa già manifestata più e più volte nel corso di quest’anno (certe volte, in occasioni di iniziative ai cantieri annunciate, questi venivano fatti trovare direttamente chiusi e inoperanti)…

Così i mezzi pesanti e le betoniere che solitamente, in gran numero e a tutte le ore transitano in mezzo alle vie del paese sono rimasti fermi sui blocchi di partenza per un bel pò, impossibilitati così a caricare o scaricare. La logistica dei cantieri TAV a Genova prevedere infatti un traffico continuo da un cantiere all’altro lungo la val polcevera e la valverde, sull’asse San Quirico/Pontedecimo- Isoverde. Anche un piccolo blocco può avere effetti a catena.

L’ARROGANZA NON HA FINE. BLOCCHIAMO IL TAV OGGI, SEMPRE.

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20150320_terzovalicoChi vuole sapere cosa sia l’Alta Velocità in Italia e a Genova oggi non deve più necessariamente affidarsi alle analisi e denunce che i Notav esprimono da anni ma può, molto più semplicemente, leggere la cronaca dei giornali di questi giorni (e la realtà come al solito ha superato l’immaginazione).

Tangenti di miliardi, infiltrazioni mafiose e ministri arrestati per l’intero sistema italiano dell’Alta Velocità (e più in generale delle Grandi opere). Tradotto sul fronte ligure-piemontese del Terzo Valico: mazzette e tangenti di vario genere ed entità; cemento consapevolmente riversato nei fiumi (alla Castagnola); operai feriti gravemente nei cantieri (a Campomorone e Isoverde almeno tre volte in poche settimane); altri operai e ditte non pagati da mesi da Cociv, con conseguente chiusura di cantieri in basso Piemonte; lavoro sul territorio non indotto ma al contrario derubato (decine di migliaia di euro di debiti contratti da Cociv nelle trattorie e nei bar vicini ai cantieri); addirittura un prete suicidato nel porto di Livorno la cui scheda sim da morto è stata utilizzata da architetti del Terzo Valico per i loro loschi affari. Un disegno inquietante, torbido e vomitevole di ciò che rappresenta il TAV e il sistema che lo genera.

TRA TANGENTI E MAZZETTE COCIV SMALTISCE UNA DISCARICA ABUSIVA A CAMPOMORONE

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Scavando (qualunque sia il motivo per cui lo si fa) capita di imbattersi in cose che il tempo aveva ormai sepolto agli occhi e alla memoria della gente. Succede quasi sempre di riportare alla luce reperti archeologici più o meno importanti con grande dispiacere di committenti ed esecutori che si vedono rallentare i lavori. In Valverde NO. Non sono reperti archeologici ad essere riportati alla luce, bensì un’antica discarica abusiva e in questo caso i lavori subiscono un’accelerata anziché fermarsi. Da qualche settimana grossi camion della Ditta “Gualdi Alessio”, già indagata per truffa a danni dello Stato leggi qui maxifrode sui rifiuti (e non si capisce come possano continuare ad ottenere appalti pubblici) stanno operando nel cantiere del Maglietto portando via il materiale di quella “archeodiscarica” (terra contaminata da detriti di edilizia quali plastica, metalli vari, copertoni di auto e camion), stanno bonificando, direbbe qualcuno, conferendo il tutto a Novi Ligure in quanto Scarpino non disponibile. Quel che sappiamo è che Cociv ha a suo tempo informato il Comune di Campomorone della comparsa di quella discarica per evitare di essere accusati, immaginiamo.

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