E se iniziassero ad avere paura?

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da notavterzovalicoinfo E’ notizia di questi giorni che all’ultima riunione del comitato di pilotaggio (uno dei tanti organi inutili in cui la classe politica discute di Terzo Valico) il Cociv ha annunciato che inizierà sul versante piemontese i lavori di cantierizzazione delle opere previste nel primo lotto. Si tratta perlopiù di allargamenti di strade e costruzioni di rotonde, ad eccezione delle due opere “pesanti” che sono lo scavo della finestra Val Lemme e lo scavo del pozzo di Radimero ad Arquata Scrivia. Peccato che Cociv abbia fatto finta di non sapere che senza l’esecuzione degli espropri nei Comuni di Gavi (dove sono in corso tentativi già respinti due volte dal movimento) e di Serravalle ed Arquata (dove dopo quest’estate non è più stato fatto nessun tentativo) sono pochissimi i lavori che possono realmente iniziare.

[secoloxix] Alta velocità: Terzo valico, la farsa infinita

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dal secolo xix – 23 febbraio 2013 Alta velocità Terzo valico, la farsa infinita Roma – Finanziamenti del Cipe che tardano, passaggi procedurali che non si perfezionano, firme mancanti, comitati che si oppongono, rinvii, contenziosi milionari, problemi legati alla progettazione. C’è sempre una buona ragione per non aprire i cantieri del Terzo valico. I cantieri veri, per scavare i 39 chilometri di gallerie necessarie all’Alta velocità Genova-Milano: un tracciato lungo solo 54 chilometri, ma destinato a costare 6,2 miliardi di euro, se non di più, come gira voce di questi tempi. La lentezza con la quale il progetto procede è talmente insolita che in ambienti vicini al dossier si dice che a frenare sul Terzo valico sia l’ad delle Ferrovie Mauro Moretti, poco convinto della sostenibilità economica dell’infrastruttura. Non bastassero gli impedimenti sin qui elencati, negli ultimi due mesi sono intervenuti nuovi ostacoli. La prima complicazione viene smentita dal costruttore, ma molti sono convinti che l’evoluzione dell’azionariato di Impregilo, che ha visto Salini subentrare nel controllo a Gavio (ieri l’Antitrust ha dato l’ok all’Opa di Salini), abbia comportato «riorganizzazioni gestionali e operative».
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