Iniziano i lavori per il Campo Base di Trasta, Mercoledì tutti in piazza

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Sono iniziati i lavori nel Comune di Genova per costruire il campo base di Trasta nella bassa Valpolcevera. Si tratta del C.B.L. 3 (definizione da progetto) ed è uno dei 10 campi base complessivi che Cociv dovrebbe costruire per alloggiare gli operai che saranno impiegati nei cantieri per la costruzione del Tav – Terzo Valico. I campi base sono immaginati come veri e propri villaggi indipendenti dal tessuto socio economico locale e nel campo base di Trasta (14.372 metri quadrati di estensione) che sorge nell’area dismessa del parco ferroviario di Teglia con l’accesso da via Ugo Polonio sulla sponda destra del torrente Polcevera, è prevista la costruzione di un dormitorio a due piani per 320 operai, parcheggi, guardiania, infermeria, magazzini, ecc, ecc… Trattasi quindi dell’inizio dei lavori del Tav – Terzo Valico, considerato che la costruzione di tale campo base è propedeutica all’inizio dei cantieri operativo e di servizio di Fegino.

La retorica delle grandi opere

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di Marco Ponti – da Il Fatto Quotidiano, 2 Settembre 2012   La retorica che va per la maggiore attualmente in Italia e in Europa, è che per uscire dalla crisi lo Stato deve investire, soprattutto in grandi infrastrutture, e in particolare in quelle di trasporto (vedi linea Torino-Lione, ma di opere simili ce ne sono sul tavolo una quantità, ognuna con i propri sponsor politici e industriali). Ora il prof. Prud’homme dell’Università di Lione ha fatto un’analisi del tutto indiziaria, su un numero limitato di paesi europei (8) e per un numero limitato di anni (5, dal 2000 al 2004 compresi). Sono anni abbastanza lontani da consentirci di vedere oggi gli impatti di quella politica, ma non così lontani da collocarsi in un contesto economico troppo remoto. Ha rapportato le spesa in investimenti in infrastrutture di trasporto (strade e ferrovie) con il Pil medio di quei 5 anni considerati. Cioè ha analizzato quanta parte della loro ricchezza hanno dedicato proprio ai grandi investimenti. La limitatezza dei dati e del campione non consente ovviamente altro che di avanzare dei dubbi, cioè di rendere assai meno solido il luogo comune che recita “più grandi investimenti in trasporti = più crescita economica”.

Ferrovie chiuse nell’ultimo biennio

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Approfondimento del comitato no tav alpignano
Trenitalia continua a chiudere linee ferroviarie, centinaia e centinaia di km di binari, stazioni e infrastrutture abbandonati nei rovi, persi migliaia di passeggeri che dovranno ripiegare su autobus o peggior ancora alle proprie auto.
L’ultima chiusura riguarda la stazione di Avellino posta sulla linea Avellino-Benevento e Avellino-Salerno (capoluoghi di provincia) settembre 2012 Avellino e l’intera sua provincia non è più servita dalla ferrovia…
di seguito il dettaglio :
Piemonte: chiuse 11 linee a giugno 2012 (6000 viaggiatori), di cui due con la motivazione di una galleria pericolante e le restanti con motivazioni economiche. Servizi sostitutivi con bus in capo alle Province (non compaiono più nell’orario Trenitalia). Risparmio di 15 milioni pari allo 0,09% del Bilancio regionale.

L’arte dei facitori delle Grandi Opere inutili

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di Antonello Brunetti Su Le Monde Diplomatique è apparso un bell’articolo di Alain Devalpo, dal titolo “L’arte delle grandi opere inutili”. Viene presentato ironicamente come il risultato di un seminario sul tema di come giustificare l’Inutilità. Mi pare interessante e, con alcuni tagli e modifiche per adattarlo alla nostra situazione, ve lo ripropongo. Cari costruttori delle cattedrali del terzo millennio, voi siete dei benemeriti nel perseguire con determinazione un progetto geniale e nobile. Purtroppo il popolino non sempre comprende il senso dei vostri sogni e, blasfemo, afferma “La vostra opera non serve a niente, anzi…”. Come far realizzare , in queste condizioni, le vostre sacrosante ambizioni? Ascoltatemi! Prendiamo come esempio i trasporti. Nulla di più confortante per il costruttore osservare una campagna, con tanti paesi in lontananza non offuscati da verdastre barriere arboree, attraversata come un lampo da treni appollaiati su imponenti massicciate.
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