Quando la CMC fu condannata per disastro ambientale…

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…era il 16 marzo 2009… Da terrelibere.org “Aver drenato e disperso dall`inizio dei lavori la somma complessiva di non meno di 44.933 milioni di metri cubi di acqua nel territorio della Comunità Montana del Mugello`: questo uno dei primi capi di imputazione a carico. Ma c`è di peggio. Dopo la scomparsa di decine di pozzi e sorgenti, e la morte fisica e biologica di preziosi torrenti appenninici, in alcune aree si ipotizza che si stiano intaccando riserve profonde, acque “di lunga circolazione`. Secondo “L`espresso` del 4 marzo, l´inchiesta sui danni causati dai cantieri Tav era divisa in due filoni principali: quello della contaminazione dei terreni e delle acque per effetto dello smaltimento delle terre e dei fanghi delle lavorazioni in galleria, e quello del drammatico prosciugamento delle sorgenti e dei fiumi del Mugello, una delle regioni più ricche di acqua d´Italia. Secondo le accuse, a causa dei lavori in galleria e della intercettazione «selvaggia» delle acque di falda, si sono seccati 57 km di fiumi, la portata di altri 24 km di corsi d´acqua si è drasticamente ridotta, sono state prosciugate 37 sorgenti e 5 acquedotti.

NdrangheTav

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da notavterzovalico.info Nei mesi scorsi avevamo ben spiegato come alcune ditte coinvolte nei lavori del terzo valico non fossero, diciamo, limpide dal punto di vista giudiziario. Abbiamo parlato della RCT, del consorzio Treesse e della Geotec, la tre ditte impegnate nei sondaggi che si stanno effettuando a cavallo tra Piemonte e Liguria. Dal prosieguo di alcune indagini su malaffari in Lombardia arrivano notizie interessanti. Apprendiamo dalla cronaca come a Milano sia stato arrestato un certo Vincenzo Giudice per aver comprato dalla ‘ndrangheta voti per eleggere la figlia nel consiglio comunale del capoluogo lombardo. La cosa di per sé ormai è consuetudine al nord-italia, tanto che non farebbe nemmeno più scalpore, senonché il signore in questione è stato fino a dicembre 2011 presidente di Metro Engineering srl, la società controllata dalla metropolitana milanese che si occupa della progettazione e realizzazione di un sacco di cose, al momento le seguenti:

La retorica delle grandi opere

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di Marco Ponti – da Il Fatto Quotidiano, 2 Settembre 2012   La retorica che va per la maggiore attualmente in Italia e in Europa, è che per uscire dalla crisi lo Stato deve investire, soprattutto in grandi infrastrutture, e in particolare in quelle di trasporto (vedi linea Torino-Lione, ma di opere simili ce ne sono sul tavolo una quantità, ognuna con i propri sponsor politici e industriali). Ora il prof. Prud’homme dell’Università di Lione ha fatto un’analisi del tutto indiziaria, su un numero limitato di paesi europei (8) e per un numero limitato di anni (5, dal 2000 al 2004 compresi). Sono anni abbastanza lontani da consentirci di vedere oggi gli impatti di quella politica, ma non così lontani da collocarsi in un contesto economico troppo remoto. Ha rapportato le spesa in investimenti in infrastrutture di trasporto (strade e ferrovie) con il Pil medio di quei 5 anni considerati. Cioè ha analizzato quanta parte della loro ricchezza hanno dedicato proprio ai grandi investimenti. La limitatezza dei dati e del campione non consente ovviamente altro che di avanzare dei dubbi, cioè di rendere assai meno solido il luogo comune che recita “più grandi investimenti in trasporti = più crescita economica”.
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