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Quando il nemico parla chiaro-sugli arresti no tav del 9 dicembre

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libertà per i notav

Intanto, proseguono ovunque manifestazione di solidarietà ai no tav arrestati e alla val susa.

Era nell’aria, l’operazione che il 9 dicembre ha portato all’arresto di tre compagni e una compagna, accusati di aver partecipato, nella notte tra il 13 e il 14 maggio scorso, all’azione contro il cantiere del Tav di Chiomonte. Non si sapeva naturalmente chi sarebbe stato colpito, né precisamente per cosa. Ma il ritornello ripetuto ossessivamente negli ultimi mesi un po’ su tutti i media nazionali, dai più noti esponenti del trasversale Partito del Tav, non lasciava spazio a molti dubbi. Ai più attenti non era poi sfuggito l’annuncio del procuratore capo Caselli di anticipare di qualche mese la data del proprio pensionamento. Una notizia che non lasciava certo presagire nulla di buono: difficile supporre che un simile personaggio abbandoni le scene in silenzio.

Riuscito il blocco del cantiere “Finestra Vallemme”

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voltaggio

da notavterzovalico.info

Era stato annunciato con largo anticipo l’obiettivo della giornata odierna: bloccare per un’intera giornata i lavori del cantiere del Terzo Valico di Voltaggio, dove da alcune settimane è ricominciato lo scavo di una delle quattro gallerie di servizio. Trattasi del “famoso” cantiere dell’ex foro pilota che a metà anni novanta venne sequestrato su ordine della magistratura con l’accusa a Cociv di truffa aggravata ai danni dello stato per aver iniziato abusivamente lo scavo della galleria di servizio senza averne le autorizzazioni.

Lettera di Niccolò, Mattia e Claudio dal carcere delle Vallette

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imagesIl testo che segue è stato scritto da Niccolò, Mattia e Claudio arrestati il 9 dicembre scorso, insieme a Chiara. I tre compagni, per quanto isolati dal resto dei detenuti, hanno la possibilità di incontrarsi quotidianamente (Claudio e Niccolò condividono la stessa cella e si vedono con Mattia durante le ore d’aria e di socialità). Chiara è invece in un isolamento pressoché assoluto da ormai più di un mese, dato che nella sezione dove si trova non ci sono altre prigioniere in regime di Alta Sorveglianza. La censura cui è sottoposta tutta la loro corrispondenza provoca notevoli ritardi alla posta in entrata ed in uscita e così solo ora è possibile rendere pubblico questo testo scritto quasi un mese fa. È di ieri la notizia che il Tribunale del Riesame ha rigettato ogni richiesta della difesa, compresa quella di derubricare i reati e le aggravanti di terrorismo. In aula i Pm Padalino e Rinaudo hanno ribadito come la condotta terroristica dei reati contestati ai compagni non sia da ravvisare tanto nelle modalità più o meno violente dell’azione contro il cantiere del maggio scorso, quanto nel contesto complessivo all’interno del quale questa si inserisce: l’opposizione alla realizzazione della Torino-Lione. A preoccupare realmente la procura torinese e l’intero Partito del Tav, è la lotta ormai ventennale contro il treno veloce, il tentativo di dare concretezza a quel No attorno al quale il movimento si è sviluppato.

Proseguono intanto le azioni in solidarietà in tutta italia: una cronologia qui e qui

Sono appena le 4 del pomeriggio e il sole sta calando dietro l’imponente termovalorizzatore metallico, mentre in lontananza si intravedono le prime montagne della valle e  l’immaginazione completa i contorni accennati del Musiné. Siamo qui rinchiusi da 10 giorni ma il nostro pensiero viaggia ancora lontano… Che la procura di Torino stesse preparando qualcosa di grosso lo sapevano pure i sassi. Lo si  capiva dal crescendo di denunce contro il movimento, ma soprattutto da quell’intenso lavoro  di propaganda con cui inquirenti, mass media e politici hanno cercato di traghettare la resistenza No tav all’ombra di quella parola magica che tutto permette: «terrorismo». Per  mesi interi non hanno parlato d’altro, in un mantra ripetuto ossessivamente volto ad  evocare una repressione feroce. Infine hanno preso alcuni dei tanti episodi di lotta di questa estate su cui questo immaginario suggestivo potesse fare più presa e li hanno stravolti e piegati alla loro visione del mondo  fatta di militari e paramilitari, gerarchie, controllo e violenza cieca. Così hanno fatto per giustificare le perquisizioni di fine luglio, così fanno ora per argomentare i nostri arresti.

Torino-Bloccato Frecciarossa in solidarietà a Chiara, Mattia,Claudio, Nico

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da macerie – vedi anche altre cronache della solidarietà con Claudio, Mattia, Niccolò e Chiara
bloc

1 marzo 2012-memoria da rinfrescare

Una nuova iniziativa, questa volta a Torino, in solidarietà con Claudio, Nicco, Mattia e Chiara, in carcere oramai da quasi tre settimane, e contro la costruzione del treno superveloce in Val di Susa. Una quarantina di Notav e di solidali entrano poco prima delle sei del pomeriggio nella stazione di Porta Nuova e si piazzano, bandiere alla mano, in mezzo al binario 17 dove il Frecciarossa per Roma sta per partire. Appendono uno striscione tra i pali («Il Tav è ovunque: blocchiamolo – libertà per Claudio, Nicco, Mattia e Chiara»), intonano slogan (tra cui «il sabotaggio non è sbagliato: terrorista è lo Stato»), distribuiscono volantini ai passeggeri; la circolazione è bloccata e ne fa le spese anche il treno che dovrebbe partire dal binario accanto, un Frecciarossa che pure va a Roma ma fermandosi a Bologna e Firenze. Poco prima Piero Fassino era stato avvistato in biglietteria: chissà su quale dei due treni avrebbe dovuto salire. Sta di fatto che il sindaco sulla banchina neanche si fa vedere e dopo un quarto d’ora i manifestanti liberano i binari, anche se la circolazione rimarrà bloccata per un’altra trentina di minuti. Dopo un po’ verso la stazione arriva una camionetta delle Celere, ma i nostri oramai si sono dileguati.

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notavterzovalico.info

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